Il Governo Meloni abolisce il bollo auto per macchine di piccola e media potenza e per tutte le moto
Decisione del Consiglio dei ministri di oggi: abolito il bollo, nel 2027, per auto di piccola e media potenza («fino a 80 kw») e per tutti i motocicli. Per compensare alle Regioni il mancato gettito, lo Stato prevede di trasferire, il prossimo anno, fondi per 2,3 miliardi di euro. Il governo ha deciso il varo dell’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza e per i motocicli di tutte le cilindrate. Secondo fonti dell’esecutivo – che darà il via libera alla misura nel consiglio dei Ministri attualmente in corso – ogni cittadino avrà diritto a una sola agevolazione. Nella bozza si parla di una misura che riguarderà vetture fino a 80 kw. Le disposizioni contenute nella bozza si riferiscono poi, per ora, al solo 2027.
Le persone fisiche in possesso dei requisiti – si legge nella bozza del decreto legge – «sono esentate dal pagamento della tassa automobilistica relativa a un solo veicolo regolarmente assicurato»; l’esenzione si applica «ai versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2027».
Questi dettagli non sono ancora stati confermati dal consiglio dei Ministri.
La misura – sempre stando alla bozza – riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione: «Nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli».
Al momento, non sono state indicate coperture per la misura. Nella bozza si legge che, «in relazione agli effetti finanziari conseguenti al mancato pagamento del bollo auto e moto, allo scopo di concorrere all’adeguamento dei bilanci delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano», è previsto «un trasferimento complessivamente pari a 2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027, a titolo di compensazione della riduzione del gettito».
Non è chiaro se questo trasferimento coprirà integralmente la perdita di gettito da parte delle Regioni, che oggi gestiscono la tassa e ne trattengono appunto il gettito: secondo alcune stime, infatti, l’abolizione integrale del bollo «vale» infatti ben più di 2,9 miliardi, e precisamente tra i 6,5 e i 7 miliardi.
Il bollo è una delle tasse più «datate» della storia d’Italia. Fu introdotta nel 1953 come «tassa di circolazione» e accompagnò il boom della motorizzazione in Italia. È divenuta negli anni ’80 «tassa di possesso».
«Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
A spingere per una misura drastica sul tema del bollo era soprattutto Forza Italia: era stato il vicepremier Antonio Tajani a rilanciare nei giorni scorsi l’ipotesi di eliminare del tutto bollo auto e moto, storica battaglia del centrodestra.
«Oggi aboliamo il bollo auto, una tassa ingiusta e insopportabile, a cominciare dalle automobili e dai motorini con cui si muovono ogni giorno le famiglie», ha scritto Tajani su X. «Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi `meno tasse per tutti´, quelle che hanno portato fra l’altro all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Le esenzioni dal bollo auto sono – conclude – solo l’inizio».
Una posizione più cauta era stata presa da Enrico Costa, che parlava di abolizione parziale.
Tra chi esprime critiche alla decisione c’è il segretario del Partito liberal democratico Luigi Marattin. «So bene che c’è chi dice “piuttosto che niente, meglio abolirlo per un solo anno”, ma noi del Partito Liberaldemocratico no. Abolire il bollo auto secondo noi è giusto, ma abolirlo per un solo anno, come fa il governo, no. Per un motivo molto semplice – spiega – l’anno prossimo si dovranno trovare 2,4 miliardi solo per non rimetterlo, e ormai i cittadini si saranno abituati a non pagarlo. Non c’è niente di peggio che fare sforzi non per abbassare le tasse, ma per non farle alzare. È stato con l’ “e vabbè, ci pensiamo l’anno prossimo” che questo Paese ha usato il futuro come una discarica».
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